Matrimonio multietnico a Firenze

Fin dal primo incontro sapevo che sarebbe stato un matrimonio ricco di magia e amore.

Lei di origini indiane e lui scozzese con madre italiana…

Firenze affollata dai turisti nel tepore di una bella giornata di maggio.

Una carrozza che attraversa le strade del centro storico abilmente guidata dal fiaccheraio in uniforme; gli zoccoli che calpestano il selciato attraversando Piazza della Signoria: a bordo Anne, dagli incantevoli lineamenti orientali e con lei le damigelle in Sari multicolori.

All’interno del cortile del Palazzo della Signoria, culla del rinascimento Fiorentino, casa della famiglia dei Medici vi sono in attesa, un gruppo multicolore che attende l’arrivo della sposa.

In prima fila lo sposo e il suo testimone: tutti e due indossano un superbo Kilt, caratteristico abbigliamento tradizionale scozzese. Come loro il padre dello sposo.

Tra tutti gli invitati, fanno spicco le ospiti della sposa, anche loro come le damigelle agghindate con Sari tipici indiani.

Ecco qua un bel matrimonio multietnico nella splendida cornice del Palazzo Comunale.

La Cerimonia civile si tiene nella stupenda Sala Rossa, la sala appositamente adibita alle celebrazioni civili, addobbata da arazzi, quadri e stemmi che la collocano nell’epoca più splendente della Firenze rinascimentale.

Al termine della sobria ma intensa celebrazione civile, tradotta da me, la loro wedding planner, dall’italiano in lingua inglese, (ricordo di essere stata molto emozionata!!) le rispettive zie arricchiscono la cerimonia secondo le tradizioni: la zia dello sposo declama una poesia in lingua inglese e in scozzese, la zia della sposa invita gli sposi nella tradizionale cerimonia dei “sette passi”: gli sposi, promettendosi reciprocamente amore e fedeltà secondo sette punti principali, camminano insieme per sette passi.

Al termine la sposa riceve la spilla con i colori del kilt del clan scozzese del quale fa parte la famiglia dello sposo e di cui da adesso anche lei fa parte. Mano nella mano, lungo Via dei Calzaioli, la strada che porta da Piazza della Signoria alla Piazza del Duomo, i due sposi ricevono gli auguri e gli applausi dei passanti ed un numero imprecisato di foto per la curiosità che riveste la bella e variopinta coppia.

Dopo la cerimonia e dopo lo shooting con la fotografa nel centro storico, il gruppo si sposta, a bordo di minivan appositamente noleggiati, nei giardini di Villa Stibbert, famosa per ospitare l’omonimo Museo: si tratta di uno dei più famosi musei del mondo per la collezione di armi antiche, corazze ed uniformi e porta il nome dall’ideatore e originario proprietario della Villa, Frederick Stibbert.

Di padre inglese e madre italiana, nato a Firenze ma educato in Inghilterra proveniva da una famiglia di militari ed il nonno fu governatore generale del Bengala, India, da dove ebbe inizio la ricchezza della famiglia che il giovane Stibbert ereditò appena ventenne. Da questo prese la passione proprio per le armi e creò il Museo che alla sua morte lasciò alla città di Firenze. Proprio per questa vicinanza all’India è stata scelta, tra le altre che gli sono state proposte, dagli sposi come location per il loro matrimonio.

Di fronte alla villa, nel giardino antistante al parco, è stato allestito il buffet per l’aperitivo degli ospiti ai quali vengono serviti anche antipasti e bevande fresche. All’improvviso, al suono di una languida cornamusa, appaiono gli sposi accompagnati da un piper in stupenda uniforme Royal Stuart con kilt e cappello.

Il colpo d’occhio è eccezionale: i colori indiani e scozzesi si mescolano e nelle luci del tramonto creano ancora di più un’atmosfera suggestiva e romantica, di altri tempi.

Le dame in Sari si sono decorate le mani con i colori della festa e attorniano gli sposi con canti e danze indiane.

Nell’adiacente limonaia è stata allestita la sala per la cena e i tavoli sono contraddistinti da nomi e foto che richiamano i monumenti Fiorentini: Santa Croce, Palazzo Vecchio, etc…

La palette del matrimonio è rosa e oro e le decorazioni floreali sono composte da bouquet di ortensie e rose.
I wedding gifts sono piccole scatoline decorate con pietre e contenenti confetti. Simbolo della fusione della cultura italiana (la mamma dello sposo) e indiana la famiglia della sposa.

Durante l’ottima cena, impeccabilmente servita, si susseguono gli interventi dei genitori degli sposi, dei parenti e degli amici che manifestano la loro felicità agli sposi che contraccambiano con gioia.

Al termine si scatena la musica del DJ che spazia da musica tradizionale orientale alla più orecchiabile musica moderna, ma tutti gli invitati non si lasciano pregare nel lanciarsi nel turbine delle danze.

E’ una serata che nessuno vorrebbe finisse mai, l’atmosfera è magica e piena di amore e di felicità.

Un’altra pagina è stata scritta, un’altra coppia ha coronato il proprio sogno e noi siamo felici di averlo potuto creare insieme a loro .

wedding venue:  www.museostibbert.it

photography: www.angelicabraccini.com

Floral Designer: www.elenamainoldifloral.com

Leggi anche il testimonial che mi hanno lasciato Anne & Alistair!

 

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